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Il robot ADRIANO
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Il robot ADRIANO è stato chiamato così perchè appositamente costruito per ispezionare le condotte idriche della bellissima villa adriana.
Villa romana posta nei pressi di Roma.
Ormai dopo un paio di anni di attività il robot si dimostra indispensabile in situazioni critiche, grazie ad esso è stato scoperto il mosaico della vendemmia.
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Nel giugno 2003 il gruppo di speleologia urbana “Roma Sotterranea” (http://www.romasotterranea.it)
lancia un appello per un robot per ispezionare la rete idrica sotterranea di Villa Adriana.
Dato l’alto valore scientifico e storico-culturale,( l’imperatore Adriano era veramente un grande imperatore), decido di rispondere e ne nasce una esperienza nuova per me.
A fine giugno 2003 arriva in ditta la richiesta ufficiale della “FACH HOCHSCHULE LUBECK”
(Università delle scienze applicate tedesca) http://www.fh-luebeck.de, ottengo l'avallo del mio direttore e del mio presidente quale sponsor del progetto "villa Adriana".
Comincio così la costruzione di un robot per usi speleologici che deve necessariamente avere caratteristiche del tutto particolari, anche se molto simili ai miei robot già costruiti.
La prima considerazione da fare per costruire un robot per usi speleologici riguarda la scelta del tipo di trazione: è meglio un cingolato o un 4x4 ?
Le mie esperienze in merito mi dicono che un cingolato ha di per se molta presa sul terreno e, di conseguenza, riesce a tirare di più rispetto al 4x4 ma, presenta un ventre troppo basso nei confronti dei ciottoli e sassi che potrà incontrare. Il cingolato si presta bene su terreni mollicci e sabbiosi, avendo molta superficie a contatto con il terreno ma si comporta male su ostacoli appena più grandi di tanto.
Il 4x4 ha il grande vantaggio di poter montare ruote grandi rispetto al telaio e presenta un ventre molto alto ma ha lo svantaggio di avere troppo spazio tra le ruote e si rischia di rimanere in bilico su un sasso.
Decido allora di adottare un 4x4 a passo semi-corto per avere una certa stabilità di movimento pur minimizzando il rischio di rimanere in bilico sui sassi con telaio a ventre alto.
Altra considerazione da fare, molto importante, è che ci sono dei limiti fisici da rispettare:
Il robot comunque non può superare ostacoli più grandi di tanto per evidenti limiti dimensionali del robot stesso. Se il robot fosse grande abbastanza da poter superare il grosso ostacolo che gli si presenterebbe, probabilmente il tunnel da ispezionare sarà percorribile dallo speleologo e il robot sarebbe inutile, se non in situazioni particolarmente pericolose.
Ciò che vedrete qui di seguito dovete considerarlo alla luce di tutto questo.
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