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Come fare le saldature
 
 
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Questa sezione è dedicata a tutti coloro che non hanno mai avuto a che fare con le saldature con lo stagno.     
Ho fatto questa pagina perché ritengo giusto aiutare chi non ha avuto la fortuna di avere un tecnico vicino che gli spieghi come fare.     
Non sono certo un esperto di saldature e non voglio fare il “Professore della situazione”.    
Quello che conta è che chi comincia non deve aver paura di fare una cosa nuova.     
E’ ovvio che le prime saldature siano sbagliate ma, non è detto.   Mio figlio, alla prima saldatura, mi ha superato.
 
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Avvertenza 
Questa pagina fù già pubblicata nel novembre 2004 su questo sito e poi tolta per ragioni di copyright. 
Ora la pagina ritorna on line ma nel frattempo sono state introdotte le nuove normative rhos a tutela dell'ambiente. 
Dal giugno 2006 la normativa rhos vieta l'uso del piombo (e altre sostanze inquinanti come il cadmio, il nikel,etc etc) consentendone l'uso soltanto per la riparazione di apparati elettromedicali e applicazioni particolari. 
Il piombo è contenuto nello stagno che useremo in questa pagina e dovete tenere conto di questo. 
Lo stagno che è ora in vendita non contiene più piombo ed è stato sostituito con l'argento. 
Quindi per effettuare correttamente le saldature, sono richieste temperature un pò più alte sullo stagnatore e le saldature stesse verranno un pò più scure. 
Per il resto la procedura illustrata in questa pagina rimane comunque valida. 
 
 
generale_600
Questo è il mio angolo di lavoro con sopra l’occorrente per saldare. Vediamo, tra gli accessori, un paio di occhiali per miopia da 4° (da usare SOLO da vicino e servono per ingrandire fortemente i piccoli circuiti moderni), un tagliaunghie che uso per tagliare i terminali dei componenti saldati (và meglio delle tronchesine per elettronica e costa molto meno), una “terza mano” per tenere i componenti da saldare ( a volte serve la morsa).
saldatore_600
La stazione saldante permette di regolare la temperatura della punta del saldatore dandoci la possibilità di fare saldature più precise e su circuiti miniatura. 
La spugna che vedete serve per pulire la punta del saldatore e deve essere umida durante l’uso, altrimenti si brucia e non pulisce. 
A fianco del saldatore, tengo un barattolino di pasta salda (flussante)
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Lo stagno deve essere quello adatto per elettronica.    
Non andate a comprarlo al negozio di rubinetteria perché quello proprio non và bene.    
Qui serve una lega 60 % stagno–40 % piombo con tanto di anima con flussante.    
Andate in un negozio di elettronica troverete lo stagno adatto. 
Ci sono vari diametri, a seconda delle saldature da fare ( 0,5 per componenti SMD, 0,8 per usi normali, 1 mm per saldature un pò più grosse). 
 
Nota bene: 
Il piombo è stato sostituito con l'argento a seguito delle nuove direttive. 
Quindi tenetene conto e nel contempo tenetevi aggiornati sui nuovi flussanti che proprio in questi mesi stanno cmbindo formulazoni per facilitare la stagnatura all'argento.
pasta_600
Una volta acceso il saldatore, immergo la punta per un attimo nella pasta salda e procedo alla pulizia con la spugna.     
La pasta salda và usata soltanto per questo, e non per saldare i componenti perché lo stagno già contiene la giusta quantità di flussante.     
In pratica questa operazione serve solo a disossidare la punta del saldatore.  Molti, invece di immergere la punta nel flussante, preferiscono sciogliere dello stagno direttamente sulla punta del saldatore.     
Secondo me è la stessa cosa.
spugna_600
Ecco la pulizia del saldatore.    
La spugna deve essere ben umida ed il saldatore deve essere passato più volte fino ad eliminare ogni traccia di stagno dalla punta. 
Se la punta non è lucida come quant’era nuova, ripeto l’operazione con la pasta salda. 
Quanto la punta rimane di colore bruno, nonostante la pulizia, è meglio sostituirla. 
E’ inutile tentare di pulirla con spazzole abrasive e lamette varie perché non andrà più bene come prima.
punta_600
Ecco come si presenta la punta appena pulita.     
Non ho fatto a tempo a fare la foto che già si è leggermente imbrunita per il calore prodotto. 
La temperatura del saldatore và regolata in base alle saldature da fare: alta per saldature grosse, bassa per saldature piccole e su componenti delicati. Comunque deve essere sempre abbastanza alta da permettere di eseguire velocemente la saldatura.
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Per le prime saldature, sarà meglio utilizzare del filo elettrico e, visto che ci siamo, vediamo come si stagnano questi fili.     
La stagnatura del  filo elettrico serve a fare in modo che non possa sfilacciarsi durante il successivo uso. 
Prendiamo un filo elettrico e lo spelliamo con le forbici da elettricista (oppure con l’apposito attrezzo per spelare ).    
Diamo anche una girata con le dita ai trefoli di rame.
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Se abbiamo difficoltà a tenere fermo il filo da saldare, possiamo ricorrere all’uso della “terza mano”.     
Poggiamo la punta del saldatore sul filo da saldare e aspettiamo un attimo per far sì che il filo si scaldi.    
A questo punto poggiamo, dalla parte opposta, lo stagno e aspettiamo che cominci a fondere.   Mano a mano che lo stagno fonde, dovremo affondare lo stagno sul filo fino ad aver dato la giusta quantità.  
Se volete, potete immergere il filo nel flussante prima della saldatura: vi verrà meglio.
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Quando lo stagno fuso avrà ricoperto il rame, potremo togliere il filo di stagno e continuare a tenere il saldatore a contatto con il rame.     
Dopo un pò, quando il fumo prodotto diminuisce, potremo togliere anche il saldatore e riporlo nell’apposito alloggiamento. 
L’intera operazione sembra interminabile, in realtà sono occorsi circa 5 secondi.     
Se si esagera con il saldatore, vedremo la guaina del filo deformarsi eccessivamente.   (che si deformi un po’ è normale)
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Possiamo ripetere l’operazione appena descritta, fino a che non abbiamo acquisito una certa padronanza, rapidità e, soprattutto, quel senso di sicurezza che ci serve per fare il passo successivo.    
Se non abbiamo altri fili, possiamo benissimo tagliare il filo e ricominciare da capo.      
A questo punto, possiamo anche unire due fili appena stagnati con il solo saldatore.   Basta scaldare entrambi i fili e vedremo che si uniranno praticamente da soli.
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Dopo aver preso confidenza con il saldatore, potremo passare alle saldature su circuito stampato.     
A questo scopo, sarà utile munirsi di una basetta millefori e qualche vecchia resistenza.     
Badate che ,sia i terminali delle resistenze che la basetta, devono essere puliti e non ossidati.    
Eventualmente potete pulirli con carta vetrata finissima. 
Disponete una resistenza come mostrato nella foto.
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Il saldatore, ben caldo e pulito, và messo a contatto con la pista di rame ed il terminale da saldare.     
Bisogna aspettare un attimo per far sì che il calore del saldatore si propaghi sul rame e sul terminale, eventualmente possiamo bagnare la punta del saldatore con pochissimo stagno in modo da favorire la trasmissione del calore. 
Dopo questo “attimo”, possiamo poggiare lo stagno in una zona vicina a dove è poggiato il saldatore e attendere che lo stagno compia il suo lavoro.
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Durante questa fase dovremo regolare la quantità di stagno da erogare affondando il filo fino a quanto vediamo che, la parte fusa di stagno comincia a propagarsi lungo la pista di rame e sul terminale.    
A questo punto togliamo il filo di stagno e manteniamo il saldatore ancora qualche istante.   (aspettare che il fumo prodotto diminuisca) 
Il saldatore và tolto dopo lo stagno con movimento brusco lungo il terminale per evitare che lo stagno fuso, per tensione superficiale, lo segua formando una punta che si solidifica raffreddandosi.
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Non preoccupatevi se viene una saldatura di brutto aspetto, è la prima che fate. 
L’importante è che sia lucida e che, sia il rame che il terminale, siano ben “bagnati” dallo stagno.     
Se rimane un buco, dovuto al foro troppo grande rispetto al terminale, potete provare a ripassare con il saldatore aggiungendo altro stagno ma, senza esagerare.    
L’importante è che ci sia un contatto elettrico affidabile.
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Dopo aver fatto la saldatura occorre tagliare il terminale in eccesso.    
Io uso, da sempre, un tagliaunghie perché ho notato che la piccola tronchesina che vendono, costa tanto e si spunta prima. 
Uso la tronchesina professionale soltanto per i lavori che richiedono particolare cura nella realizzazione. 
Il taglio và effettuato in modo che non rimanga nessuna punta sulla saldatura. E’ noto che le punte provocano una dispersione di elettroni (vento elettronico) che porta a malfunzionamenti, soprattutto in circuiti ad alta frequenza come le radio.
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Tutto intorno alla saldatura che abbiamo fatto, si è formato un piccolo strato di flussante. 
Esso và eliminato con acetone (diluente per unghie) o trielina o con l’apposito deflussante perché è leggermente conduttivo e può creare malfunzionamenti quanto si hanno piste particolarmente vicine come i pin degli integrati.
 
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